"Pares cum paribus facillime congregantur"

tradotta letteralmente, significa ognuno

con grande facilità frequenta i suoi simili

(Cicerone, De Senectute)

mercoledì 21 settembre 2016




A tutti coloro che si stanno facendo incantare dalla sirena Berlusconi che sta tentando di rientrare nel gioco della politica dopo gli scandali, le condanne e le figuracce fatte in passato, facciamo un piccolo e parziale promemoria:
Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società.
-1) Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l'utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo "Sme-Ariosto 1" (corruzione in atti giudiziari).
-2) Legge n. 383/2001 (cosiddetta "Tremonti bis"). Abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell'Ulivo l'aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).
-3) Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato" nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2".
-4) Legge 248/2002 (cosiddetta "legge Cirami sul legittimo sospetto"). Introduce il "legittimo sospetto" sull'imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo ("In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l'incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell'imputato, rimette il processo ad altro giudice"). La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.
-5) Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto "decreto salva-calcio"). Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.
-6) Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset.
-7) Legge n.140/2003 (cosiddetto "Lodo Schifani"). E' il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi. Introduce il divieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.
-8) Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto "Decreto-salva Rete 4"). Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
-9) Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell'incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo "Mhp". La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.
-10) Legge 112/2004 (cosiddetta "Legge Gasparri"). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: "Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti".
-11) Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.
-12) Legge n. 251/2005 (cosiddetta "ex Cirielli"). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset".
-13) Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
-14) Legge 46/2006 (cosiddetta "legge Pecorella"). Introduce l'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
-15) Legge n.124/2008 (cosiddetto "lodo Alfano"). Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani". Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell'avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta, sentenza n. 262 del 2009, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
-16) Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l'IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset.
-17) Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.
-18) Disegno di legge sul "processo breve". Per l'imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.
(23 novembre 2009)

Ponetevi dunque una domanda nel vostro interesse:
Comprereste un’auto usata da un simile individuo..??!!


Alessandro Mezzano

I PARLAMENTARI
 CON PROCEDIMENTI GIUDIZIARI A CARICO
ad inizio legislatura erano 42,dopo un anno e mezzo sono diventati 80! Forza Italia (25) si contende il primato col PD (24),poi NCD (13), LEGA (7), SEL (2), ex montiani (2)
(Fonte il fatto quotidiano)
















30 GENNAIO 2014
Regione Piemonte, il consiglio
 degli indagati
si approva la norma
"prendi i soldi e scappa"
Un emendamento votato solo dal centrodestra permetterà ai consiglieri di riscattare subito i contributi previdenziali versati rinunciando ai vitalizi futuri. Una norma che costerà cara alle casse regionali: 7 milioni di euro solo per questa legislatura, ma c'è chi ne ha fatte diverse e si arriva quindi alla bellezza di 15 milioni di euro

ROBERTO COTA, IL PRESIDENTE LEGHISTA: MUTANDE VERDI E 25.000 EURO NON GIUSTIFICATI

Non ha saputo giustificare 25.410 euro di spese personali tra i rimborsi del gruppo della Lega, Roberto Cota, il presidente della Regione Piemonte  Tra gli scontrini incriminati del governatore restano 21.112 euro per ristoranti, bar e generi alimentari, tra i quali aveva fatto notizia la macelleria per circa 200 euro in due occasioni; 645 euro di spese per pernottamenti in alberghi e missioni; 3.653,18 euro per abbigliamento (con le famose mutande verdi), regali, due regali di nozze, pelletteria e valigeria, sigarette, effetti personali, un dvd, cravatte, un libro antico, orologeria, argenteria e una custodia per iPad (ansa)

ELEZIONE DEL PRESIDENTE
 DELLA REPUBBLICA
AMICONI !!!!!!


ELEZIONI 2013
ALCUNI DEI TROMBATI





















 Franco Fiorito : «In cella gente migliore che in Pdl»




Regione Lazio, tutte le spese della Polverini:
foto per 75 mila euro e vitalizi da 3mila a mese


Un milione all'anno per le «pensioni» agli assessori. La giunta costa 5 milioni l'anno. E l'assessore all'Istruzione Gabriella Sentinelli ha uno staff di 17 persone











Sardegna, dopo il referendum anticasta

i consiglieri si «ridanno» lo stipendio
Gli stipendi cancellati dal referendum dei referendum del 6 maggio scorso, tra i quali quello che abrogava l'indennità di consigliere regionale sono tornati.
 Il Consiglio regionale sardo ha infatti approvato (presenti 66, votanti 60, sì 63, 3 astenuti), con un emendamento al Dl 327/A su «Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative», il nuovo stipendio dei consiglieri regionali. 

LA LAUREA DEL TROTA A TIRANA !

DIPLOMATO CON DIFFICOLTA' AL 4° TENTATIVO
A 21 ANNI NEL LUGLIO 2009

IN UN ANNO, NEL SETTEMBRE 2010,  HA SOSTENUTO
29 ESAMI IN LINGUA ALBANESE
PUR NON CONOSCENDO UNA SOLA PAROLA!







Ecco come la bergamasca Rosanna Sapori racconta l'accordo segreto tra Bossi e Berlusconi nel 2000. In cambio del ritiro delle querele la Lega ha ceduto a Berlusconi il proprio simbolo.

Simbolo della Lega
Berlusconi padrone
"Ecco l'accordo segreto"

Da liberoquotidiano.it
Rosanna Sapori per avere denunciato la corruzione all'interno della Lega Nord ha pagato un prezzo molto salato. 53 anni, già consigliere comunale del Carroccio, membro del direttivo provinciale di Bergamo e celebre giornalista di Radio Padania vicinissima ai vertici del partito, dopo la denuncia è stata epurata. Ha lasciato sia la politica sia il giornalismo, e oggi gestisce una tabaccheria a Bergamo.
L'accordo segreto - La Sapori fu la prima a parlare di un presunto accordo segreto tra Bossi e Berlusconi che sarebbe l'origine di tutti i problemi del Senatùr. "Nel '95-'96 ci fu il ribaltone. In quella fase Bossi e altri, tra cui Borghezio - spiega in un'intervista al Corriere della Sera - accusavano Berlusconi di mafia. Berlusconi allora presenta delle querele miliardarie contro, Bossi viene condannato in ambito civile. Per cui arriviamo al 2000 con tutte queste querele che devono essere pagate con maxi risarcimenti, con i giornalisti della Padania che non prendono lo stipendio da mesi". Insomma, spiega la Sapori, "è la bancarotta, la sede di via Bellerio pignorata".
Il Cav: "Tu mi cedi il simbolo" - E così succede che "Berlusconi dice: Ok, io per vincere ho bisogno di questo qua, non ci sono balle... perché nei sondaggi la Lega Nord era determinante (...). Siamo nel 2000. Le elezioni sono nel 2001, però Berlusconi i sondaggi li fa già dal 2000. In quel momento la Lega è indebitata, rischia di chiudere tutto... Berlusconi dice: ok, gli do i soldi, ritiro le querele -che erano già grossi soldi -, le congelo, però tu mi cedi il simbolo, cioè tu non ti puoi più presentare, se non sono io a dirti di sì, con questo simbolo. Lui non compra gli uomini, ma la titolarità del simbolo".
"Si sono venduti" - In sostanza, conclude la Sapori, in base a quest'intesa "tu puoi fare un accordo politico che dice che noi ci presenteremo insieme, ma siccome io non mi fido di te, tu mi cedi la titolarità del simbolo, che era di Bossi, della moglie, di Leoni". La cessione, aggiunge, "è stata fatta da un notaio: me ne parlò anche l'amico Daniele Vimercati. Mi disse: Rosanna, si sono venduti".


LA LISTA DEI CONDANNATI CHE SIEDONO IN PARLAMENTO: 56 SONO DEL PDL,12 DEL PD,7 DELLA LEGA E 7 DELL'UDC
1. ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare
2. ANDREOTTI Giulio (Sen. a vita) - condannato per associazione a delinquere (l'associazione mafiosa è stata inserita nel codice solo dopo l'epoca dei fatti contestati), prescritto
3. BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.
4. BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato per favoreggiamento
5. BOSSI Umberto (Lega Nord) - condanne per finanziamento illecito, istigazione a delinquere, vilipendio della bandiera
6. BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) - condannato in appello per propaganda razziale
7. BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione
8. BRIGANDI' Matteo (Lega Nord) - condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte
9. BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso d'ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto
10. CALDEROLI Roberto (Lega Nord) - indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto, indagato per associazione antinazionale reato poi dichiarato incostituzionale
11. CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito
12. CANTONI Giampiero (PDL) - patteggia per corruzione e bancarotta fraudolenta
13. CAPARINI Davide (Lega Nord) - resistenza a pubblico ufficiale prescritto
14. CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto
15. CASTELLI Roberto (Lega Nord) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità
16. CATONE Giampiero (PDL) - rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e estorsione
17. CESA Lorenzo (UDC) - condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere
18. CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi
19. CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
20. COMINCIOLI Romano (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture e bilanci truccati, reati poi depenalizzati
21. CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004
22. CUFFARO Salvatore (UDC) - condannato per favoreggiamento
23. CUSUMANO Stefano (Udeur) - Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.
24. D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto
25. DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva
26. DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra, corruzione, concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio
27. DELFINO Teresio (UDC) - Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’inchiesta sui fondi dell’Enoteca d’Italia.
28. DELL'UTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
29. DEL PENNINO Antonio (PDL) - Nel luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese
30. DEL BONO Flavio (PD) - indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata
31. DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari
32. DE Luca Vincenzo (PD) - Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell'aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.
33. DRAGO Giuseppe (UDC) - condannato in appello per peculato e abuso d'ufficio
34. FARINA Renato (PDL) - patteggia condanna per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar
35. FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato
36. FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d'asta, richiesto rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa
37. FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito
38. FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione
39. GALATI Giuseppe (PDL) - indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta
40. GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto
41. GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa
42. LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.
43. IAPICCA Maurizio (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d'ufficio, prescritto
44. LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) - condannato per finanziamento illecito
45. LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato
46. LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre"
47. LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione
48. LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.
49. LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento
50. LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate
51. MALVANO Franco (Forza Italia) - Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.
52. MANNINO Calogero (UDC) - condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d'appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata
53. MARGIOTTA Salvatore (PD) - indagato per falso ideologico e abuso d'ufficio
54. MARONI Roberto (Lega Nord) - condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, imputato per creazione di struttura paramilitare fuorilegge
55. MARTINAT Ugo (PDL) - indagato per turbativa d'asta e abuso d'ufficio
56. MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera
57. MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta
58. NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto
59. NARO Giuseppe (UDC) - condannato per abuso d'ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta
60. NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione
61. ORLANDO Leoluca (IDV) - condannato per diffamazione
62. PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto
63. PAPA Alfonso (PDL) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, immunità
64. PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio
65. PECORELLA Gaetano (PDL) - imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza fontana e piazza la loggia
66. PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.
67. PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e "appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare"
68. PREVITI Cesare (PDL) - Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l’incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest. E’ stato condannato, in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir.
69. RIGONI Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta
70. ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.
71. ROMANO Francesco Saverio (UDC) - indagato per concorso esterno in associazione mafiosa
72. RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale
73. SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato prosciolto poi in seguito.
74. SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d'ufficio aggravato
75. SCELLI Maurizio (PDL) - accusato di aver dirottato 17 milioni di euro destinati alla missione "antica babilonia"
76. SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione
77. SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione
78. SPECIALE Roberto (PDL) - indagato per utilizzo privato di mezzi della GdF
79. STERPA Egidio (PDL) - Deputato di Forza Italia. Dirigente del vecchio Partito liberale, Ë stato condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.
80. STORACE Francesco (PDL) - Ex presidente della Regione Lazio e poi ministro della Salute, ha dovuto dimettersi perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni e dello spionaggio illecito ai danni di Piero Marrazzo, Alessandra Mussolini e Giovanna Melandri, suoi avversari alle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, è indagato anche per associazione a delinquere.
81. TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso
82. TORTOLI Roberto (PDL) - indagato per concorso in estorsione
83. VALENTINO Giuseppe (PDL) - indagato per favoreggiamento
84. VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.
85. VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli
86. VALENTINO, Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalitý organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.
87. VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, prescritto
88. ZINZI Domenico (UDC) - condannato in primo grado per omicidio colposo. In seguito la prima sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

DA ROMA LADRONA A LEGA LADRONA ?

Il Presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni, indagato per corruzione dalla Procura di Milano.

REGIONE LAZIO : L'AGENZIA DEI TRAPIANTI AFFIDATA AD UN DENTISTA
La Polverini firma decreto di nomina del dott. Gaetano Marcello un dentista di  Guidonia.
I trapianti sono una cosa seria, mentre la politica regionale......

VERGOGNA !
Silvio Berlusconi é stato PRESCRITTO nel processo per corruzione a Mills.
La prescrizione é figlia e conseguenza diretta della legge Ex Cirielli fatta votare da Silvio Berlusconi per dimezzare i tempi di prescrizione, una delle tante LEGGI AD PERSONAM di cui Silvio Berlusconi si é servito per uscire impunito dai processi che lo riguardavano!
SE Silvio Berlusconi fosse innocente, potrebbe rinunciare alla prescrizione ( che é facoltativa ) e pretendere di avere la sentenza che lo riconosca come tale..!!
In questa giornata ci vergogniamo di essere cittadini italiani, ci vergogniamo di uno Stato che permette di mercificare la giustizia, ci vergogniamo di vedere che i soldi servono ad ottenere direttamente o indirettamente l'impunità dei ricchi..!!
Rimane il fatto che la condanna di MILLS é la prova indiretta, sentenza o non sentenza, che Silvio Berlusconi era colpevole di corruzione.
Alessandro Mezzano

Molise, condannato il governatore Michele Iorio "Favorì suo figlio"


Il presidente della Regione riconosciuto colpevole di aver agevolato una multinazionale nella quale lavora il suo congiunto: un anno e mezzo di reclusione e interdizione dai pubblici uffici




Mentre i parlamentari difendono con le unghie e coi denti i loro emolumenti dando di sè uno spettacolo ulteriormente ripugnante, il dibattito pubblico su questo argomento condotto sui giornali, talk-show e radio-show rivela un bassissimo livello di cultura giuridica e politica, oltrechè di pura e semplice cultura generale e rispetto per la logica. In tutti: parlamentari e no, giornalisti, gente «contro» i super-emolumenti e gente «a favore».

La più comica delle affermazioni che ho ascoltato (spesso ripetuta anche dai giornalisti di Radio 24, la radio di Confindustria) suona pressappoco così: «I compensi alti sono la condizione per avere dei rappresentanti del popolo di alto livello».
Ora, la realtà che abbiamo sotto gli occhi è la smentita vivente e stridente a questa affermazione. Abbiamo sotto gli occhi due camere che l’altissimo emolumento ha affollato di individui di bassissimo livello: morale e civile, intellettuale e culturale. Una classe politica formata nei casi migliori da nullità e yes-men, ma in cui sono in maggioranza puttane (scelte dal Cavaliere) soubrettes, neo-neanderthaliani, falliti nella professione, viziosi, contigui alla criminalità mafiosa, insomma gente sospetta di ogni tipo. È questa la «miglior classe politica che il denaro può comprare»?
Basta sentire per due minuti Scilipoti. O il pesante dialetto di La Russa, che dopo 60 anni di vita a Milano ancora non ha perso l’accento di Paternò. Basta indovinare per quali alte qualità sono state scelte dal Cavaliere la Carfagna e la Brambilla. Basta guardare il faccione eternamente paonazzo (che cos’ha?) e col ghigno stampato di un Calderoli; sentirlo profferire la sua quotidiana cretinaggine che lui crede provocatoria: l’ultima, ha accusato Monti di aver tenuto una cena di Capodanno a Palazzo Chigi, insinuando a spese del contribuente: dopo aver fatto parte del precedente governo, che della presidenza del Consiglio ha raddoppiato le spese, facendone un superministero che costa – tenetevi forte – 477 milioni di euro annui. Ovvio che in queste mega-spese sono compresi il (legittimo) appartamento residenziale per il capo del governo del momento, a palazzo Chigi, con mobili di grande pregio, una mezza dozzina di persone di servizio, e la possibilità di invitare a cene. Calderoli non lo sa?
Oltretutto, è quel Calderoli che ha usato un Boeing di Stato per andare a trovare il figlio della sua amante a Cuneo, un pò malato. È stupido? O forse crede che i suoi elettori siano stupidi, tanto da credere a quello che dice lui? In ogni caso, come cittadini c’è da vergognarsi. E da chiedersi se proprio gli altissimi emolumenti abbiano attratto ogni sorta di coglioni, mascalzoni, nani e ballerine, e questo tipo così peculiare dello stupido-furbo. In una concentrazione superiore a quella della società generale.
L’altra battuta che rivaleggia per comicità l’ho sentita ripetere da Casini, ma anche da altri parlamentari: «Se si abbassa l’emolumento, allora soltanto i ricchi potranno dedicarsi alla politica, farsi eleggere come deputati e senatori».
Perchè naturalmente oggi – come ognuno può vedere – le Camere sono piene di metalmeccanici, coldiretti e mezzadri, pensionati minimi, braccianti e muratori che portano al dibattito civile il contributo della loro dura esperienza di vita, grazie alla dignitosa paga che ricevono come parlamentari, sapendo che finito il mandato torneranno alla vanga, all’altoforno e al cantiere. È solo per una strana, inspiegabile illusione ottica che il Parlamento ci sembra strapieno di avvocati, magistrati, mignotte di lusso, commercialisti, funzionari di partito dalla nascita, baroni universitari, dirigenti sindacali, dirigenti pubblici (con pensione stratosferica cumulabile) giornalisti, oltrechè gente che non ha mai fatto altro che «politica» e non sa fare altro – a cominciare dal quel presidente della Camera, subacqueo appassionato (è alle Maldive mentre scrivo) che ha rubato una casa a Montecarlo legata al suo partito e ci ha messo il cognato. O come il Casini stesso, miliardario per matrimonio con figlia di palazzinaro-banchiere. Alle Maldive anche lui. Al riparo dalle ispezioni Equitalia.
No, no, guardate meglio. È un parlamento proletario quello che noi contribuenti rendiamo possibile con gli altissimi emolumenti che paghiamo; se li abbassassimo, avremmo della Camere riempite di signorini dalle mani vellutate, latifondisti, elegantoni, duchi e marchesi.
Dai giornalisti nemici degli emolumenti, tipo Stella e Rizzo, ho sentito fare anche questa proposta: collegare gli emolumenti alla «produttività» dei parlamentari. In altre parole, punire quelli che si assentano per troppe giornate dai lavori parlamentari, detraendo qualcosa dall’emolumento per ogni giorno di assenza. Dio ci scampi: come si fa a non capire che più sono presenti, più lavorano, e più i parlamentari fanno danno? Specie nei continui lavori delle Commissioni dove – sottratti allo sguardo dell’opinione pubblica – sfornano infaticabilmente migliaia di leggi e leggine ogni anno, per lo più destinate a favorire qualche lobby anche minima, parassita o cosca locale, fomite e fonte degli aumenti più incontrollati di spesa pubblica.
Una seria riforma del Parlamento dovrebbe cominciare con lo scoraggiare, e punire, l’eccesso di presenzialismo. Le Camere in seduta permanente si giustificano solo se si tratta di sventare un colpo di Stato. Come mi è capitato di ricordare altre volte, il parlamento federale svizzero si riunisce solo due mesi l’anno, uno in primavera e uno in autunno – tanto basta per controllare e discutere le decisioni del governo. Pare che la cosa non funzioni male, nella Elvetica Confederatio.
Non inferiore per vis comica è l’argomento che usano in massa i parlamentari – capeggiati da Gianfranco Fini da Montecarlo-Maldive per opporsi al taglio delle loro super-rendite: l’argomento della «sovranità». Dicono: il governo non può tagliarci gli emolumenti, perchè noi non siamo dipendenti pubblici. Siamo «Sovrani». Se c’è da tagliare, lo facciamo noi, perchè solo noi lo possiamo fare.
È un parlamento che ha gettato nel cesso la sovranità popolare – che esercita per delega – moltissime volte: dalle cessioni di sovranità all’Unione Europea e per la precisione alla Commissione non-eletta fino all’ultima, la «fiducia» che hanno votato in gran bi-partisanship al governo Monti, che è il governo del presidente Napolitano (l’altro proletario in politica). Ma evidentemente, a costoro è rimasta tanta sovranità quanto basta per una sola cosa: difendere con le unghie e coi denti le loro rendite, con annessi e connessi. Il fatto che abbiano persino parlato di «diritti acquisiti» a proposito dei 16 mila mensili che prendono, suggerisce che – quando fa loro comodo – si considerano dipendenti statali.
Ed è questo il punto. Nelle interviste e nei talk show a cui partecipano con smodata voluttà, appare chiaro che i parlamentari si considerano dei professionisti, interpretano la loro carica come un mestiere qualificato; si vede che si ritengono degli «esperti» di qualche tipo, che svolgono un «lavoro» meritorio e – persino, dicono – sgobbano duro. Il mestiere che s’immaginano di svolgere dev’essere di tipo dirigenziale, perchè ho sentito Alessandra Mussolini dire, a difesa dei grassi emolumenti: «Il parlamentare ha diritto a un certo status...».
È singolare che mai nessuno, nemmeno i giornalisti che documentano i costi e la corruzione delle caste, ribattano e smentiscano i parlamentari su questo punto. Una stranezza, che rileva quanto sia bassa la cultura politica (e la cultura tout court) degli uni e degli altri; fino a che punto si siano perse le nozioni fondamentali sulla funzione del Parlamento e dei parlamentari.
Ci si è completamente dimenticati che la funzione del deputato non è un mestiere. Lo ripeto qui in neretto:
Fare il parlamentare non è una professione
È un compito civico e civile temporaneo, che ogni cittadino – il che vuol dire: un cittadino qualunque – può essere chiamato ad assumersi dagli altri cittadini-elettori. Il deputato o senatore è un delegato dai cittadini a rappresentarli come esponente della cittadinanza. E deve viversi appunto come un delegato dei cittadini, per conto dei quali esercita un controllo sul potere, i suoi tecnici o ministri.
Se quello di parlamentare fosse un mestiere, sarebbero assunti per concorso pubblico, e dovrebbero superare degli esami (con effetti devastanti sull’attuale compagine parlamentare, composta per lo più da ignoranti come capre: vorrei vedere la Mussolini costretta a dimostrare la sua competenza in qualcosa. O Bossi).
Invece, guarda caso, i parlamentari non sono assunti. Sono votati dai cittadini a suffragio universale (sappiamo che ora non è così, che i parlamentari che abbiamo sul collo sono nominati dai capi-partito; ma io sto ricordando la normalità, non la patologia della democrazia). I titoli di studio, le competenze reali, possono entrare nel conto quando i cittadini li scelgono, ma possono anche non entrarci. Anni fa, ricordo, in Svizzera (scusate, parlo ancora della Svizzera) gli abitanti di non so quale cantone rurale votarono e mandarono in parlamento un allevatore. Analfabeta. Ma lo avevano giudicato un uomo pratico, con la testa sul collo, capace di promuovere i loro interessi come cittadini.
L’analfabetismo, ovviamente, non squalifica il prescelto dalla carica di parlamentare. Per legge, qualunque cittadino ha diritto ad essere votato, e la scelta dei cittadini è insindacabile e incondizionata, altrimenti la democrazia sarebbe violata. I dirigenti degli uffici del parlamento federale, senza fare una piega e senza sorrisini, mi spiegarono che a quel deputato inviavano i testi di legge, i disegni di legge, i resoconti ed ogni altro strumento necessario per svolgere il compito, in forma audio, su cassette registrate. In modo che lui potesse ascoltarseli, mentre si prendeva cura delle sue vacche nella stalla-modello, onde prepararsi alla prossima seduta del Parlamento. Un lavoraccio, ma alleviato dal fatto che le sedute del parlamento sono una al semestre.
È evidente lo sforzo delle istituzioni elvetiche di scongiurare la «professionalizzazione» dei deputati, e consentire agli eletti di non smettere la loro occupazione principale, quella da cui si guadagnano da vivere nel mondo reale (durante i due mesi di seduta, ricevono ovviamente un rimborso; i lavoratori dipendenti eletti hanno un diritto al distacco con mantenimento del posto, come da noi hanno i sindacalisti – quelli statali in distacco sindacale perenne).
Appare chiaro che la non-professionalizzazione è intesa come necessaria alla salvezza della democrazia, in uno Stato dove ha grande spazio la democrazia diretta – dove, in altre parole, la cittadinanza esercita frequentemente per referendum un’attività di controllo sullo stesso potere legislativo, ossia sui suoi deputati eletti, non di rado bocciandone le proposte.
Basta ricordare i recenti risultati di referendum: contro l’adesione della Svizzera alla UE, per il divieto della minoranza musulmana di costruire minareti a fianco delle loro moschee (cambierebbero il paesaggio alpino) per l’espulsione automatica dei criminali stranieri. Ed oggi pende un referendum contro «l’immigrazione di massa». Tutto così «politicamente scorretto», che i poteri forti (oligarchici, transnazionali) stanno agitando una campagna per limitare la democrazia diretta in Svizzera, accusandola di minacciare i diritti dell’uomo. Gli altri argomenti che vengono agitati sono i prevedibili: l’uomo della strada è troppo ignorante e irrazionale per impancarsi di temi complessi; la democrazia diretta che solleva tali temi-tabù, crea conflitti e disordine sociale.
Ancora più interessanti le repliche a questi argomenti. Il cittadino ha una conoscenza vissuta, esistenziale, dei problemi che lo riguardano, che solo con la democrazia diretta può far conoscere ed eventualmente prevalere.
Rifiutare ai cittadini la possibilità di modificare i testi sacri dei «diritti dell’uomo» equivale – udite udite – a «porre il giudice al disopra del cittadino», e in questo caso a giudici internazionali che si sono arrogati il potere di interpretare le dichiarazioni dei diritti dell’uomo, documenti vaghi «e dunque pericolosi per le libertà».
Infine, tenetevi forte: la libertà stessa posa sulla possibilità di conflitti. Soffocare i conflitti con una censura – tale è il divieto ai cittadini di trattare certi temi per referendum – non mantiene un ordine autentico, ma crea una frattura crescente fra Paese reale e Paese legale. La democrazia diretta porta alla luce i conflitti esistenti, ristabilisce la libertà d’espressione, restituisce legittimità al potere; soprattutto, «è un errore sottrarre la responsabilità ai cittadini. I cittadini possono anche prendere decisioni sbagliate, ma è politicamente essenziale che se ne vedano responsabili loro stessi, ne susbiscano le eventuali conseguenze negative», e non possano gettare la responsabilità su altri, «politici» o «tecnici». L’abitudine alla responsabilità li responsabilizza. La delega della responsabilità, specialmente se moltiplicata in strati come da noi (comuni, consigli di zona, provincie, regioni, comunità montane...) crea una cittadinanza de-responsabilizzata, ossia de-moralizzata, senza morale civica: questo sì un vero pericolo per l’ordine pubblico. («Défendre la démocratie directe / Sur quelques arguments antidémocratiques des élites suisses»:http://www.polemia.com/article.php?id=4120 )
Questo è il livello delle discussioni politiche in Svizzera. Ed è veramente strano, nonostante la vicinanza con il Paese, anche linguistica, che i nostri media non riportino mai nulla su quel che vi avviene. Stella e Rizzo, i due giornalisti che il pubblico ha reso miliardari acquistando in massa il loro libro sulla Casta, potrebbero fare un utile giro oltre Chiasso per constatare come mai in Svizzera non ci sono caste parassitarie del nostro tipo, quali istituzioni ne impediscono la crescita proliferante e cancerosa, come avviene il controllo dal basso sulla spesa pubblica; e magari come mai non ci sono scritte sui muri. Sarà perchè i cittadini hanno l’abitudine a considerarsi responsabili di ogni minimo bene pubblico, per il fatto che lo pagano con le tasse, e i vandalismi sono un costo che riguarda direttamente loro?
Da noi, ci dobbiamo contentare dei nostri dibattiti televisivi. Dove la Mussolini e altri suoi pari si atteggiano a professionisti, a competenti; e che difendono i loro emolumenti esattamente come i notai difendono i loro monopoli, i farmacisti i loro, i tassisti i loro. Con la differenza che tassisti e farmacisti non hanno la possibilità di disporre e decidere arbitrariamente l’entità delle loro prebende. I parlamentari sono gli unici «professionisti» che si possono aumentare lo stipendio e gli altri ammenicoli. Attraverso una legge, come sovrani. Senza che nessuno gli chieda: professionisti di che cosa? Esperti di che? Apparentemente, solo alcuni di loro sono esperti in talk show: i più non sono capaci nemmeno di partecipare a un dibattito pubblico, vedi Bossi, Calderoli, Berlusconi, e se ne astengono per non mostrare la loro nullità – o la caratteristica che solo nel parlamento italiano emerge come un dato antropologico premiato: il furbo-cretino.
Cos’altro? In genere, sono esperti in «lavori parlamentari», ossia nelle attività inutili e dannose che giustificano il loro proprio potere, e ostacolano la società a forza di lungaggini e procrastinazioni, doppie votazioni in Camera e Senato, «ritorni in Commissione» , mancanze «del numero legale» ed altri inghippi, per cui occorre veramente una certa «professionalità». Di cui tutta la cittadinanza farebbe a meno.
Oggi che questi «professionisti della politica» si sono autosospesi consegnando la sovranità che avevano per delega a un governo golpista, ma giustificato dall’emergenza (come tutti i golpe) e dall’insipienza inconcludente del parlamento e dei partiti (idem), potrebbero occupare il tempo che gli paghiamo così profumatamente in lavori parlamentari che restano loro da fare: prima fra tutte la riforma elettorale, l’eliminazione della porcata messa a punto dall’astuto-cretino Calderoli.
Non lo stanno facendo. I capi bastone non riescono a mettersi d’accordo sul sistema elettorale da adottare, per garantirsi l’eternità del loro potere, emolumento e ammenicoli intoccabili naturalmente inclusi. Come sempre, hanno preso la decisione di non fare nulla. Pende, è vero, un referendum d’iniziativa popolare che può obbligarli a fare la riforma; ma sono tranquilli, la Corte Costituzionale – riempita da pseudo-magistrati di nomina partitica, compari loro – ha già fatto capire che boccerà il referendum. Qui da noi, i giudici sono superiori alla cittadinanza elettrice. Mica siamo in Svizzera.
autore: maurizio blondet
pubblicata da Strade Perdute


La Regione  Lazio taglia tutto ma non le pensioni d'oro dei suoi consiglieri


Nella nuova Finanziaria 3.000 € al mese, a vita, a tutti
i 60 eletti nel consiglio regionale, ma anche a 14 assessori esterni 
Anche gli elettori meno accorti stanno prendendo nota. Perché l'indignazione monta quando si leggono i titoli dei giornali sull'ultima manovra finanziaria approvata nottetempo dalla Regione Lazio: lacrime e sangue per tutti, fatta eccezione per i politici eletti al consiglio regionale. Per loro, anzi, la maggioranza in Consiglio regionale ha votato mercoledì 21 dicembre l'erogazione di un assegno mensile - per tutta la vita - pari a circa 3.000 euro. 
Mentre la Regione taglia Sanità, Trasporti, Cultura e impone un'addizionale Irpef tra le più alte d'Italia, lo scandalo del vitalizio - un emolumento che dovrebbe essere abrogato soltanto a partire dal 2015 - appare di una gravità assoluta se si considera che l'assegno verrà versato al termine della consiliatura anche ai 14 assessori esterni al consiglio (purché abbiano compiuto i 55 anni, ma se vogliono anche dai 50, con una piccola decurtazione). Un costo che va ad aggiungersi a quello dei 220 tra ex consiglieri, ex presidenti ed ex assessori del Lazio che già ricevono - ad oggi - vitalizi variabili tra i 2.500 e i 5.800 euro.


La bufala del taglio dei vitalizi

Il parlamentare che ha provato a tagliare i privilegi della casta spara a zero sulla misura e analizza la situazione

Sono parole di fuoco quelle che Antonio Borghesi, parlamentare dell’IDV ha dato nei confronti della misura intrapresa dai presidenti di Camera e Senato. Antonio Borghesi era stato protagonista di un’ iniziativa che mirava ridurre concretamente il numero dei parlamentari ed i loro vitalizi, bocciata dall’intera Camera dei Deputati il 2 agosto scorso, dopo un altro tentativo nel settembre del 2010.
Per molti parlamentari non cambierà nulla . Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92′, è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese, continuerà a prenderli. Così come tutti coloro che seguono (l’età è quella in cui hanno iniziato a percepire il vitalizio): Antonio Martusciello, Fi, 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio; lo stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo; Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese; Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese; Oliviero Diliberto, già segretario del Pdci, 52 anni; ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi da quando avevano 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd), 57 anni. Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni; percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD), 56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro; incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni. Ancora, tra coloro che hanno iniziato da giovani a fare i pensionati, ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese. Hanno iniziato sotto i sessant’anni anche l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd. Così gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), da 58 anni,e Willer Bordon, da 59 anni: entrambi con il massimo del vitalizio senatoriale di 9.604 euro.
Così come non è cambiato nulla per tutti i condannati con sentenze passate in giudicato per gravi reati (corruzione, concussione, finanziamento illecito, banda armata, ed altro ancora), come Cirino Pomicino, come Altissimo, Di Donato, Pillitteri, La Ganga, De Lorenzo, Martelli, Tognoli.
Senza dimenticare i falsi testimoni come Formica, e i condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi. Così come continueranno a percepire i vitalizi le vedove ( o i vedovi) degli ex parlamentari scomparsi.
L’altra questione riguarda il passaggio al sistema contributivo. I parlamentari non si accontentano e pretendono lo stesso trattamento previsto per i precari (i contributi, pari a circa il 30% delle somme pagate vengo versati per un terzo dal dipendente e per due terzi dal datore di lavoro). Il Parlamento, di conseguenza, sarà chiamato d’ora in avanti a sostenere ogni mese e per ogni parlamentare un costo di circa 2.000 euro: ciò darà luogo alla erogazione di un vitalizio da parte dell’Inps, a partire dal compimenti dal 65° anno in poi di circa 1.500 euro mensili.
In conclusione e per riassumere, le nuove regole:
• non toccheranno il passato e gli ex parlamentari continueranno a percepire lo stesso assegno ed in futuro anche coloro che, essendo attualmente in carica, cesseranno dal mandato. Dunque per almeno 20 anni i cittadini italiani dovranno sborsare non meno di 200 milioni di euro all’anno;
• vi sarà un modesto effetto di riduzione dei costi in relazione ai parlamentari che “andranno in pensione” a 60 anni, pur avendo la possibilità di farlo, con le vecchie regole, a meno di 60;
• dal prossimo anno con il passaggio al sistema contributivo i contribuenti italiani dovranno sopportare un ulteriore onere di circa 25 milioni di euro all’anno, per la quota contributiva a carico del Parlamento (due terzi dei contributi).


Il Trota non capisce come Silvio possa pagare 50.000 Euro una Escort di 18 anni se la valutazione Quattroruote è di 500 Euro.



Il Trota ha detto che quando il suo papi è caduto voleva chiamare il 118, ma non ricordava il numero 

Il Trota ha detto che per non far cadere il padre di notte dal letto lo farà dormire di giorno 

Il Trota ha detto che suo padre predica bene e ruzzola male 
   
Il Trota ha detto che in un incidente si è rotto il braccio destro, ma non capisce perché la polizia indaga sul sinistro 

Leggendo i necrologi, Il Trota ha detto che non capisce come fa la gente a morire in ordine alfabetico 

Il Trota ha detto che spiare le coppiette in macchina non è reato ma fecondazione assistita 

Il Trota ha detto che non capisce perché alcune tazzine da caffè hanno il manico a sinistra ed altre a destra 

Il Trota ha detto che ha chiamato il suo cane stop perché è un incrocio 
   
Il Trota ha detto che non ha bisogno delle chiavi inglesi perché non ha mai avuto una casa a Londra 

Il Trota ha detto che non capisce come mai tutti come password scelgono sempre solo asterischi 

Il Trota ha detto che da una parte del rubinetto esce acqua calda, dall'altra fredda, ma non capisce da dove esce quella tiepida 

Il Trota ha detto che per risparmiare l'acqua la diluisce 

Il Trota ha detto che i libri che ha a casa non hanno l'indice ma il medio 

Il Trota ha detto che se oggi le mele costano l'ira di Dio è colpa di Adamo ed Eva 

il Trota ha detto che se al reattore di Fukushima si é fuso il nocciolo, possono sempre sostituirlo con un mandorlo 

Il Trota ha detto che Garibaldi era un drogato perché si faceva l'eroina 
  
Il Trota ha detto che una gallina può fare un uovo duro se lavora sodo 

Il Trota ha detto che sta scrivendo un libro su se stesso, ma arrivato alla schiena proprio non ci riesce 

Il Trota ha detto che per non ingrassare mangia solo il buco della ciambella 
   
Il Trota ha detto che prima di uscire di casa accende tutte le luci per vedere se sono spente 

Il Trota ha detto che le rose senza spine vanno a batteria 

Il Trota ha detto che il poliziotto più sfigato è quello che muore al Posto di Blocco, mentre il più fortunato è Blocco 

Il Trota ha detto che il Sahara è un deserto e su questo non ci piove... 

Il Papa non vuole incontrare il trota perché ha paura di cambiare idea sull'uso del preservativo




IL COMMENTO
Nouriel Roubini su Twitter
"Alfano è il lacché n.1"
Nouriel Roubini (ansa)

Ecco gli ultimi tweet dell'economista americano sulla situazione italiana.

Sostituire Berlusconi con il suo primo lacché è inaccettabile: l'Italia ha bisogno di un governo competente guidato da un rispettato e credibile leader 

Angelino Alfano non è degno di fare il primo ministro: è un avvocato con nessuna conoscenza di economia, il cui lavoro, da ministro della Giustizia, è stato solo quello di creare leggi per evitare a Berlusconi di essere processato

Alfano è il lacché numero di uno Berlusconi: il suo unico compito è stato quello di mettere il premier al riparo dai guai giudiziari, e ora vogliono promuoverlo a Palazzo Chigi per continuare a svolgere questa funzione.

Il "Gattopardo" Alfano ha partecipato non molti anni fa al matrimonio della figlia di un boss siciliano, Croce Napoli, e tutti hanno visto l'incontro affettuoso fra Alfano e lo stesso Napoli

Non è solo una questione di voci e indiscrezioni: tutti possiamo vedere un video che mostra Angelino Alfano partecipare al matrimonio nel 1996 della figlia del boss della mafia Napoli



LE PAPI GIRLS
LE PARLAMENTARI PDL CHE CI GOVERNANO


GABRIELLA GIAMMANCO 
14mila euro al mese) Giornalista del Tg4. Nipote del boss mafioso Michelangelo Alfano (condannato). Imposta da Berlusconi nelle liste elettorali siciliane. In tre anni ha firmato solo 11 interrogazioni parlamentari, tutte riguardante animali (circhi, cavalli dei Palii). Fidanzata di Augusto Minzolini.



MARA CARFAGNA (Ex Ministro)



GIOVANNA DEL GIUDICE
Meteorina  del  Tg4,  cubista  al  Billionaire  di  Briatore,  nominata  dal presidente  della Provincia  di  Napoli  Cesaro,  assessore  alle  Pari Opportunità.  Da  luglio  2010  ha  firmato  in tutto  otto  delibere.  Si  è occupata del progetto Tifare Humanum Est e ha promosso un concorso
Mai più violenza sulle donne. Ha due impiegati della Provincia e tre collaboratrici alle sue dipendenze.


EMANUELA ROMANO
Fondatrice del comitato “Silvio ci manchi”. Il padre Cesare minacciò di darsi fuoco sotto Palazzo Grazioli. In sei mesi nessun atto di rilievo. Berlusconi   la   vuole   prima   deputato   e   poi   europarlamentare.   La candidatura però naufraga. Indagata dai Pm di Napoli per falso in atto pubblico: quando si è candidata al Corecom era ancora assessore alle Politiche  Sociali  di Castellamare  di  Stabia:  si  era  dimenticata  di segnalare che le cariche sono incompatibili.


MARIA ROSARIA ROSSI
Organizzatrice   di   feste   al   Castello   di   Tor   Crescenza   affittato  a Berlusconi. Deputata da tre anni ha firmato solo una proposta di legge. Presente sempre quando bisognava votare.


BARBARA MATERA
Letteronza  di  Mai  Dire  Gol,  valletta  di  Mengacci,  annunciatrice  Rai, europarlamentare a Strasburgo.


VIRNA BELLO
Conosciuta    come    “La    Braciulona”,    già    fotografata    sull’aereo presidenziale verso Villa Certosa (“in quell’occasione mi resi conto che il paradiso esiste pure sulla Terra… il viaggio a Villa Certosa rappresentò per me una spinta decisiva, in termini di entusiasmo e passione, per intraprendere  la  mia  carriera  politica”).  Pochi  mesi  come  assessore all’Istruzione a Torre Del Greco, poi assunta senza alcun concorso alla società Campania Navigando.


NICOLE MINETTI 
(oltre 10mila euro al mese) Ex valletta a Colorado Cafè, specializzata in igiene orale, consigliere alla Regione Lombardia, ha firmato un progetto di legge, 14 mozioni e una interrogazione.



FRANCESCA PASCALE
Fondatrice del comitato “Silvio ci manchi”. Indicata come la più vera fidanzata di Berlusconi, prima valletta del programma TeleCafone, poi sale  sull’aereo  del  presidente  per  Villa  Certosa, quindi  eletta  come consigliere alla Provincia di Napoli. In aula è stata assente il 49 per cento delle volte nel 2010, presente 5 giorni nel 2011. Tre anni prima di conoscere Berlusconi aveva raccolto 83 voti alle Comunali, dopo Villa Certosa i voti sono stati quasi 7.500.


ELVIRA SAVINO
Conosciuta  come  “La  Topolona”,  parlamentare,  amica  di  Gianpaolo Tarantini e Sabina Began, nell’emiciclo parlamentare si è vista il 33 per cento delle volte. In più di tre anni ha firmato solo quattro interrogazioni e quattro  proposte  di  legge.  Accusata  di  aver  agevolato  operazioni finanziarie sospette compiute dal riciclatore del clan Parisi.


LICIA RONZULLI
(15mila euro al mese) Habituè alle feste di Villa Certosa (responsabile della logistica dei viaggi delle ragazze, responsabile di chi va e chi resta e della sistemazione nelle camere). Deputata al Parlamento Europeo non ha mai scritto una relazione, presentato molte interrogazioni. Le più significative: sulla tratta dei cuccioli dall’est, sulla lotta all’abbronzatura artificiale, sull’utilizzo del cloro nelle piscine, sul culto eccessivo della magrezza, sui disturbi del sonno, sulla salvaguardia delle ostriche, sullo sterminio dei rinoceronti in Africa.</strong>


Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava che tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.
Ecco com’è finita:
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498 
 i 22 sono: BARBATO, BORGHESI, CAMBURSANO, DI GIUSEPPE, DI PIETRO, DI TANISLAO, DONADI, EVANGELISTI, FAVIA, FORMISANO, ANIELLO, MESSINA, ONAI,
 MURA, PALADINI, PALAGIANO, PALOMBA, PIFFARI, PORCINO, RAZZI, ROTA,
 SCILIPOTI,   ZAZZERA.
 Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera:  Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa  accettare l'idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant'anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il  parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C'è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all'ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l'INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell'arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell'Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato,che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini.
E ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
    

O ITALI(OTI) O BISCHERI, avete voluto la “bicicletta”? ORA PEDALATE
di Filippo Giannini

Ho ricevuto da un amico lettore queste notizie, con preghiera di divulgarle. Nella seconda parte, quella terminale, faccio un semplice raffronto con: QUANDO C’ERA IL MALE ASSOLUTO
Omeopatia, dentista e psicologo tutti i rimborsi per i deputati
12 aprile 2011
Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks.  Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio. Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche.  Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari.  Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.  Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini - quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitaria come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non accessibili? Cosa c'è da nascondere?  Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste".  Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela 
per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.  Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce perché questa 'mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno".
Mentre  a noi   tagliano  sull'assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private - è il commento del presidente dell' ADICO, Carlo Garofolini - e sempre nel massimo silenzio di tutti.
  
...E NON FINISCE QUI...

 “FANNO FINTA DI LITIGARE MA PER LORO E’ SEMPRE FESTA”



Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. (Osservazione di F.G.: il partito di Pannella e, in particolare l’onorevole Rita Bernardini, hanno rifiutato “l’aumento”? Cosa mi dice l’amico lettore? No! Non ci credo!!!!).
STIPENDIO Euro  19.150,00 AL MESE (STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese) PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) 
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese 
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 3350,00 circa a Euro 6.455,00)  TUTTI ESENTASSE 

TELEFONO CELLULARE gratis 
TESSERA DEL CINEMA gratis 
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis 
FRANCOBOLLI gratis 
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis 
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis 
PISCINE E PALESTRE gratis 
FS gratis 
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis 
CLINICHE gratis 
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis 
ASSICURAZIONE MORTE gratis 
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!! ) 
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) 
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. 
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! 
Far circolare. Si sta promuovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......

ED ORA, SOLO UN RAFFRONTINO

   Repubblica Sociale Italiana (ahi, ahi, ahi), anche qui il mostro in assoluto, mettendo in atto la sua legge ad personam rifiutò ogni emolumento, sino a quando Giovanni Dolfin, capo della Segreteria particolare, si trovò in difficoltà per espletare le esigenze degli uffici. Il Ministro Pellegrini-Giampietro, in una memoria pubblicata su Il Candido del 1958, ha scritto: <Nel novembre era stato preparato un decreto, da me controfirmato, con il quale si assegnava al capo della RSI, l’appannaggio mensile di 120 mila lire. Il decreto, però, che doveva essere sottoposto alla firma del Capo dello Stato, fu da lui violentemente respinto una prima volta. Alla presentazione, effettuata dal Sottosegretario di Stato, Medaglia d’Oro Barracu, seguì una seconda del suo Segretario particolare Dolfin. A me, che, sollecitato da Dolfin e dall’economo, ripresentai per la terza volta il decreto, Mussolini disse: “Sentite Pellegrini, noi siamo in quattro: io, Rachele, Romano e Annamaria. Mille lire ciascuno sono sufficienti”. Dovetti insistere per fargli notare che, a parte l’insufficienza della cifra indicata, in relazione al costo della vita, occorreva tener conto delle spese della sua casa e degli uffici. Dopo vive sollecitazioni finì per accettare, essendo egli anche Ministro degli Esteri, solo l’indennità mensile di 12.500 lire assegnata ad ogni ministro. Nel dicembre 1944, però mi inviò una lettera che pubblicò, rinunciando ad ogni e qualsiasi emolumento, ritenendo sufficienti alle sue necessità i diritti d’autore>. Amici lettori, non vi pare di vedere le stesse azioni di quei passerotti, sopra ricordati, che rifiutano ostinatamente ogni aggiunta di pensione a quelle già ricchissime che si sono autoconcessi, con furbatine, (neanche a dirlo!) assolutamente democratiche ?

Vogliamo aggiungere un “altro particolarino”? Al tempo del male assoluto i deputati percepivano SOLO un gettone di presenza. 
Un altro ancora? Se il male assoluto voleva andare al cinema o al teatro o allo stadio, si metteva le mani in tasca e si pagava il biglietto.
L’ultimo (per ora) particolarino: il direttore della sede romana della Lancia, il barone De Martino volle regalare una vettura al Duce. Non l’avesse mai fatto! Si sentì rispondere che non accettava regali e che aveva deciso di pagare la macchina. Esattamente come fanno oggi gli eletti dal popolo.
Capito perché il male assoluto è il male assoluto? Per certa genia non può che essere così…Ma non per me!


Ecco i 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro:

Di questi ben 70 sono del PD, quel partito di Bersani e di Rosy Bindi che ogni giorno dichiarano in tutte le TV ed i giornali che loro sono per la moralizzazione, per la riduzione della spesa pubblica e per

L’ equità…..!!!!

MASCALZONI, LADRI, BUGIARDI.!

Ricordatevene alle prossime elezioni..!!

1) Adamo Marilena (Pd)
2) Adragna Benedetto (Pd)
3) Agostini Mauro (Pd)
4) Armato Teresa (Pd)
5) Astore Giuseppe (Gruppo Misto)
6) Baio Emanuela (Api)
7) Barbolini Giuliano (Pd)
8 ) Bassoli Fiorenza (Pd)
9) Bastico Mariangela (Pd)
10) Enzo Bianco (Pd)
11) Biondelli Franca (Pd)
12) Blazina Tamara (Pd)
13) Filippo Bubbico (Pd)
14) Antonello Cabras (Pd)
15) Anna Maria Carloni (Pd)
16) Maurizio Castro (Pdl)
17) Stefano Ceccanti (Pd)
18) Mario Ceruti (Pd)
19) Franca Chiaromonte (Pd)
20) Carlo Chiurazzi (Pd)
21) Lionello Cosentino (Pd)
22) Cesare Cursi (Pdl)
23) Mauro Cutrufo (Pdl)
24) Cristina De Luca (Terzo Polo)
25) Vincenzo De Luca (Pd)
26) Luigi De Sena (Pd)
27) Mauro Del Vecchio (Pd)
28) Silvia Della Monica (Pd)
29) Roberto Della Seta (Pd)
30) Ulisse Di Giacomo (Pdl)
31) Di Giovan Paolo Roberto (Pd)
32) Cecilia Donaggio (Pd)
33) Lucio D’Ubaldo (Pd)
34) Marco Filippi (Pd)
35) Anna Finocchiaro (Pd)
36) Anna Rita Fioroni (Pd)
37) Marco Follini (Pd)
38) Vittoria Franco (Pd)
39) Vincenzo Galioto (Pdl)
40) Guido Galperti (Pd)
41) Maria Pia Garavaglia (Pd)
42) Costantino Garraffa (Pd)
43) Maurizio Gasparri (Pdl)
44) Antonio Gentile (Pdl)
45) Rita Ghedini (Pd)
46) Giai Mirella (Gruppo Misto)
47) Basilio Giordano (Pdl)
48) Claudio Gustavino (Terzo Polo)
49) Pietro Ichino (Pd)
50) Cosimo Latronico (Pdl)
51) Giovanni Legnini (Pd)
52) Massimo Livi Bacci (Pd)
53) Andrea Marcucci (Pd)
54) Francesca Maria Marinaro (Pd)
55) Franco Marini (Pd)
56) Ignazio Marino (Pd)
57) Marino Mauro Maria (Pd)
58) Salvatore Mazzaracchio (Pdl)
59) Vidmer Mercatali (Pd)
60) Riccardo Milana (Terzo Polo)
61) Francesco Monaco (Pd)
62) Enrico M0rando (Pd)
63) Fabrizio Morri (Pd)
64) Achille Passoni (Pd)
65) Carlo Pegorer (Pd)
66) Flavio Pertoldi (Pd)
67) Lorenzo Piccioni (Pdl)
68) Leana Pignedoli (Pd)
69) Roberta Pinotti (Pd)
70) Beppe Pisanu (Pdl)
71) Donatella Poretti (Pd)
72) Raffaele Ranucci (Pd)
73) Giorgio Roilo (Pd)
74) Nicola Rossi (Pd)
75) Antonio Rusconi (Pd)
76) Gian Carlo Sangalli (Pd)
77) Francesco Sanna (Pd)
78) Giacomo Santini (Pdl)
79) Giuseppe Saro (Pdl)
80) Anna Maria Serafini (Pd)
81) Achille Serra (Terzo Polo)
82) Emilio Silvio Sircana (Pd)
83) Albertina Soliani (Pd)
84) Marco Stradiotto (Pd)
85) Antonino Strano (Pdl)
86) Salvatore Tomaselli (Pd)
87) Giorgio Tonini (Pd)
88) Achille Totaro (Pdl)
89) Tiziano Treu (Pd)
90) Simona Vicari (Pdl)
91) Luigi Vimercati (Pd)
92) Vincenzo Vita (Pd)
93) Walter Vitali (Pd)
94) Luigi Zanda (Pd)